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Recensione Undergroundzonevr.tk

Undergroundzonevr.tk

> www.undergroundzonevr.tk (Giugno 2007)

"Drive/in" con la sua chitarra clean arpeggiata inesorabilmente e qualche noise dà ufficialmente il via a "Chrèon ep" dei bresciani Floss.La presentazione del dischetto ha però seguito solo relativamente nelle 6 tracce successive.D'altronde,già vedendo l'involucro nero e plastificato nel quale è inserito il cd,si può pensare che la proposta dei Floss sia abbastanza alternativa.E si pensa bene visto che già da "A.m." l'aspetto noise e qualche arpeggio lisergico ripetuto più di qualche volta fanno capolino prepotentemente.Ad onor del vero devo affermare che le canzoni firmate Floss sono permeate anche da una forte componente rock.Proprio dalla commistione tra rock e soluzioni alternative deriva la definizione,da parte anche loro,di post-rock.Effettivamente questa dicitura mi trova d'accordo.Ancor più inquietante e lisergica è l'intro di "Pete martell and his revenge to the wood" che vede protagonista una chitarra effettata con un delay che solo dopo svariate ripetizioni del giro viene accompagnata da qualche parola sussurata.Tornerà spesso la soluzione della chitarra effettata durante il pezzo ma si fa molto presente anche il synth sempre suonato da Bassi che compare anche in veste di cantante,a dire il vero direi piuttosto sussurratore,e chitarrista.Più energico l'intermezzo successivo di 2 minuti e mezzo "Das intermezzo" con un riffing vagamente stoner che però non trova propriamente seguito in "I've a liquid woman in my hat" che ripercorre un po quanto fatto nella terza canzone distorcendosi solamente verso metà canzone ma mantenendo ben marcato l'aspetto post piuttosto che quello rock.Le componenti si scambiano invece in "Jesus was not a violent cop" che ad un'inizio sempre abbastanza inquietante con un'impaccante scaletta di chitarra sorretto da un basilare giro di basso della donna del gruppo Caterina Rossi e dalla ritmica di Archetti dà il là a quello che può essere considerato il pezzo più pesante di "Chrèon ep".Ultima traccia è "Mysteries of love".Nonostante il titolo non aspettatevi una pseudo ballad da questa canzone ma,come già detto fin'ora,basso accennato con chitarre eteree e noise vari sorretti da una batteria a tratti discreta ed a tratti più accentuata.Il difetto di quest'ultima creazione è la lunghezza davvero eccessiva che tocca i 10 minuti.Sostanzialmente si può dire che "Chrèon ep" sia un buon lavoro che mostra una band non eccessivamente acerba ma che ha ancora grosse possibilità di crescita con la possibilità di muoversi ancor più agilmente in ambito sperimentale.

"She's so beauty heha...she's so beauty"

 Francesco Bommartini