Recensione Bresciaoggi Chreon Ep
Bresciaoggi
Lo scintillante «Chrèon Ep»
Floss, un'alternanza
fra il lento e il veloce
Sonici e psichedelici. Sognatori e pessimisti. Sofferenti e passionali. Ce ne fossero, come i Floss. Una band che tutto sembra fuorché italiana (e, in particolare, bresciana). Un trio che ha ascoltato e assorbito l'elettricità del noise al punto di rigenerarla in tante schegge di luce. Tanta l'energia che trasuda «Chrèon Ep», opera prima che promette scintille per l'album completo in divenire.
La quiete di «Drive/In», ambigua e tesa, precede la tempesta di «A.M.», un'esplosione figlia di mille contaminazioni rock. Nella musica dei Floss si può riconoscere l'eredità malata di dark e new-wave come la rabbia accecante del primo grunge. Devoti ai Joy Division come ai Sonic Youth, amanti dei Nirvana e influenzati dai Marlene Kuntz, sanno fermarsi ad ammirare a bocca aperta un cielo di diamanti (la splendida, scurissima «Pete Martell and his revenge to the wood») per poi imporsi e imporre un ritmo clamorosamente disciplinato nel suo essere esagitato («Das intermezzo»).
I Floss sono così, prendere o lasciare. Non trovano incoerenza nell'incontro fra gli opposti, nell'incrocio fra stridori lancinanti, nell'ispirazione che pesca in patrimoni disparati. Non esitano nell'alternanza fra lento e veloce, fra smorfie e sorrisi. Lucidi e lividi in «I've a liquid woman in my hat», danno il meglio in ballate improbabili. S'impegnano in progressioni graduali, marziali, stupefacenti. Dimostrano un inquietante senso del tempo in «Jesus was not a violent cop», omaggio al Cobain di «Something in the way». Schizzo fresco di una Seattle che non c'è più e forse nemmeno c'è mai stata. «Mysteries of love»: distorsione e disperazione per sconfinati spazi sonori. Naufragare dolce e ineluttabile.
Onesti fino all'ossimoro, ghiaccio bollente che annuncia bruciature e marchia a fuoco l'anima, i Floss scelgono l'inglese per dar voce alle loro ansie. Cupe vampe nate dal sudore di Luca Archetti (batteria e percussioni), cullate da Caterina Rossi (basso), amate senza ritegno da Lorenzo Glassner (canto, chitarra, synth). «Chrèon Ep» è stato registrato l'ottobre scorso al Memory Studio di Brescia. Per ulteriori informazioni su una band rara e preziosa.
Gian Paolo Laffranchi
