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Recensione Bresciaoggi Chreon Ep

Recensione in presa diretta durante l'ascolto

Recensione in presa diretta durante l'ascolto - Brescia, 28 settembre 2007 - h: 18.07

I FLOSS sono tornati, uguali e diversi dai FLOSS. Una intro psichedelica apre il cd, un riff acustico e cupo su fluttuazioni sonore elettroniche, giusto per farvi capire a cosa state andando incontro...Il primo pezzo è Screenteque, un'apertura solare alla Sonic Youth ultima maniera e una melodia accattivante vi cullano, ignari della strada che la canzone sta per imboccare, un sentiero tipicamente flossiano con richiami ai deliziosi spigolosi MK "catartici", per poi ritrovarvi in ambienti più rilassanti dove fa la comparsa un inaspettato organo vagamente eighties. Con My love tea si continua il discorso psychoelettronico, all'inizio un'atmosfera rarefatta e malinconica, procedendo poi verso un ondeggiare tra calma calcolata e ansiosa distorsione a dir poco spiazzante. Moonspace, catturata al volo, mantiene la natura e l'urgenza della sua essenza psychojam e ci introduce alla seconda parte del cd, più movimentata, ma non troppo. Sulla batteria caciarona introduttiva di Zeitgeist, si appoggia un bel riff immediato e crudo figlio di Josh Homme, poi tutto si sconvolge con un'apertura ancora una volta "catartica" e la successiva andatura ipnotica da sbronza colossale, e poi finiamo in un'astratta montagna russa che tra sali, scendi, piroette, pause e riprese ci riconduce ai lidi inizialmente ambient di Merry-go-round, il mio pezzo preferito, il più struggente, dove all'inizio la malinconia è regina e padrona assoluta, mentre un canto strascicato si incastra nella musica che cresce fino a esplodere in una follia distorta e visionaria, per poi riabbandonarti in una terra morbida e deserta. Chiude A red daisy/a field, summa del songwriting flossiano; comincia tutto con una carezza innocua, quasi impercettibile, poi senza preavviso si trasforma in una mano armata di rasoio pronta a colpire. Russia è disco complesso e non convenzionale, che ha bisogno dell'attenzione totale di chi lo ascolta per poter essere apprezzato, essendo a tratti molto cerebrale e con moltissime sfaccettature; un uso dell'elettronica non invasivo, a completamento delle atmosfere più cupe delle canzoni; un continuo rincorrersi di atmosfere, prima eteree e favoleggianti, poi scontrose e minacciose. Come bere una tisana al tiglio seguita da un long island ice tea. Un vortice di sensazioni forti, dal quale è difficile non uscire quantomeno frastornati...probabilmente l'obiettivo principale dei tre liquidi musicisti.

Alfredo "braz" Bettinzoli - eclettico musicista e scrittore bresciano